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Sezione Femminile Il Film

” Sezione Femminile è un invito al cinema a ripensarsi, a intravedere altre strade…” 
– Riccardo Badolato Produttore

Una distribuzione Passo dopo Passo.

Sinossi del film

Il film è nato da un laboratorio di cinema diretto dal regista nella Sezione Femminile di un carcere italiano. Non racconta direttamente questa esperienza, ma ne è il risultato. Un risultato che ci mette in contatto non solo con le condizioni concrete del vivere in prigionia delle detenute (peraltro spesso raccontate) ma con il recupero di una immaginazione forse perduta nei meandri di una tragica e stordente esperienza. Il nostro sguardo con quello del regista, non è quindi esterno, ma prevalentemente interno. In ragione di ciò quello a cui assistiamo non è solo quanto espresso narrativamente, ma è anche un percorso rieducativo, nel senso che mostra il cammino di chi dopo aver superato certi confini, fa un percorso a ritroso che non può non essere che profondo e che il recupero di una immaginazione creativa rende forse compiutamente possibile. Fino, dopo aver attraversato  meandri e ambiguità della finzione, a guardare a viso aperto la realtà, quella che dolorosamente pesa su quelle detenute, non poche, che nascondono o non hanno il coraggio o la forza di dire ai figli di essere in prigione.

(c)2018-2019 Tutti i diritti riservati.

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Curriculum del regista

Curriculum del REGISTA

Eugenio Melloni è nato in provincia di Bologna. Ha un diploma in regia teatrale e ha collaborato a vario titolo con progetti teatrali e cinematografici. Per conto della Cineteca di Bologna, in collaborazione con l’ASP Città di Bologna, coordina il progetto di ricerca sperimentale “Il memofilm, a memoria di uomo” sull’uso del cinema nei confronti di malati di demenza, avviato nel 2007 con la collaborazione di Giuseppe Bertolucci. E’ autore del soggetto con Maurizio Carrassi e co-sceneggiatore dei film L’Accertamento, regia Lucio Lunerti (1999) 90’. E’ autore del soggetto e co-sceneggiatore con Stefano Incerti di Prima del Tramonto (1999) 95’, regia di Stefano Incerti, Cecchi Gori Group; E’ co-sceneggiatore del film La vita come viene (2003) 118’, regia Stefano Incerti, Cecchi Gori Group e di  Complici del Silenzio (2009) 100’, regia di Stefano Incerti; E’ autore del soggetto e co-sceneggiatore de Il Volo (2010) 32’ regia di Wim Wenders, mediometraggio in 3D. 700 anni per vedere il mare (2011) 53’, regia di Eugenio Melloni, documentario. Sezione Femminile (2018) 82’, soggetto, sceneggiatura e regia

CREDITS

Regia

Eugenio Melloni

Soggetto e sceneggiatura

Eugenio Melloni

Sulla base dell’esperienza e del materiale prodotto in seno al Laboratorio Cinema nella Sezione femminile Casa Circondariale Mario Gromo Bologna

Musiche

Per viola e voce Danusha Waskiewicz

Per viola e pianoforte di Paolo Marzocchi eseguite da Danusha Waskiewicz e Andrea Rebaudengo

Per sax baritono Andrea Poltronieri

Riprese

Eugenio Melloni Riccardo Baolato, con un contributo di Roberto Mezzabotta

Scenografia esterni al carcere Eugenio Melloni con la collaborazione di Lenina Barducci e Gianni Pirani

Trucco e costumi di Donatella Allegro, Lenina Barducci

Montaggio Eugenio Melloni

PostProduzione e mixaggio, a cura di R2 Production

Con Donatella Allegro, Sonia B. , Ilenia O. , Stefania G , Irene Guadagnini, Camila.R.A., Giovanna O. Daniela D.. Giada Pieroni,, Riccardo Badolato, Karen J.M., Silvia G. Perla G., Stefania Ferri, Joselin P.A.,Tanja S., Suleka G.P., Rebecca S., Jelena N., Romina Carla Pucci, Alessandra Bettini, Gianni Pirani e con la collaborazione di Concetta Pecchia e Paola Morittu e di agenti della Sezione Femminile e del Comando di Polizia Penitenziaria alle quali va un sentito ringraziamento.

Autorizzazione alle riprese presso il carcere di Bologna da parte del DAP – Ministero della Giustizia con nota Nr.0269727

Hanno partecipato ai lavori del laboratorio cinema con un impegno fattivo (in ordine alfabetico)

Sonia B., Catia C., Rosa C., Teresa C., Daniela D., Perla G., Stefania G., Ilenia O., Jolanda L., Donatella M., Patrizia P. Karen J.M.

Si ringraziano, un lungo elenco, Valeria Ribani, Maria Raffaella Ferri progetto non solo Mimosa del Comune di Bologna, Tiziana Gentile e Patrizia Stefani Associazione Meg, la direzione della Casa Circondariale di Bologna, Claudia Clementi, Il dirigente dei Servizi Educativi, Massimo Ziccone, Il Comune di Bologna, I Garanti per i diritti delle Persone private della libertà personale del Comune di Bologna, Antonio Ianniello, Elisabetta Laganà, Il Garante della Regione Emilia Romagna, Il Conservatorio di Ferrara Girolamo Frescobaldi Francesco Colaiacovo, Paolo Biagini, Patrick Alteri, Il Cinema S.Spirito di Ferrara Enrichetta Maregatti Elvio Bonifazzi, CuBO Unipol Elisabetta Calzolari e lo staff.

Altre collaborazioni e altri ringraziamenti, Piero Barducci, Daniele Cavicchi, Dario Cicchero, Cristina Pareschi, Luca Morelli, Matilde e Marta Pizzati, Alba Piolanti, Gabriel Pucci Fernandes, Alessia Pucci Fernandes, Dania Roncarati, Roberta Tadaieski T. de Almeida, Sottotitoli, Noella Bardolesi, Arianna Arcangeli

Doppiaggi a cura di Giulia De Candia

La produzione si scusa per eventuali involontarie assenze di citazione.

Opere Citate: non va dimenticato che il film è stato un percorso rieducativo e culturale che ha spinto quanti partecipavano a confrontarsi con diverse opere, tra le quali,  sul Poema di Leight Hunt “La storia di Rimini” di John Keats, La Metamorfosi di F.Kafka, Per i tuoi occhi di Loredana Bertè.

Titoli Brani Musicali Danusha Waskiewicz, Punti esclamativi, Martina, Senza futuro, Daimon”.  Titoli brani musicali Andrea Poltronieri Sulla strada, Tears of Joy. Invito all’ascolto: CD Songs for Viola and Piano Danusha Waskiewicz e Andrea Rebaudengo ediz. Decca., Invito all’ascolto CD  Ubriaco di vita di Andrea Poltronieri e Davide Romani, ediz. Poltrosax. Co.ba new metal vision è un’associazione in fieri. Un grazie per l’amichevole collaborazione a Valentina Piccinini e Christian Vincenzi.

La realizzazione del Film è stata resa possibile grazie a contributi individuali ed artistici, oltre che tecnici, avvenuti a titolo gratuito.

“…debbo confessare che non mi aspettavo un’opera di tale ricchezza e complessità. Non solo sul piano strutturale, con quel continuo passaggio dal livello della realtà a quello della finzione fino a quello della libera fantasticheria e del sogno… ma anche e soprattutto sul piano della tematica che il film elabora: la funzione trasformativa del carcere. Un argomento estremamente difficile e delicato che il tuo film risolve in modo del tutto convincente e mai banale, senza scadere in nessun momento nel facile patetismo. Così, resta davvero nel cuore la lettura della lettera che conclude il film: un momento di assoluta sincerità che però viene conquistato solo grazie al grande lavoro preparatorio che l’orchestrazione polifonica del testo ha saputo pian piano preparare.”Pietro Montani, filosofo e professore Onorario Dipartimento di Filosofia  La Sapienza Università di Roma, Direttore scientifico dell’Edizione italiana delle Opere scelte di S. M. Ejzenštejn. 
“Dato il laboratorio biennale che ha preceduto la realizzazione del film, ci si sarebbe potuti aspettare un normale cinema del reale sulla condizione carceraria. Il film è tutt’altra cosa. Una struttura narrativa originale, articolata su più livelli, dove il limite fra ricostruzione (finzione) e documentario si confonde…Il film mi è piaciuto molto. Costruzione narrativa assai originale, stile personale… ” … Adriano Aprà, Critico, saggista, organizzatore culturale, ha fondato e diretto la rivista Cinema e Film. Ha curato libri su Andrè  Bazin, Jean-Luc Godard, Raffaello Matarazzo, Andy Warhol, Straub e Huillet, Alessandro Blasetti, Pietro Germi, Roberto Rossellini.

“… molto interessante e ben strutturato…  suggestivo il mescolamento di registri narrativi…”Ivelise Perniola, docente cinematografia documentaria presso l’Università di Roma 3. Tra i suoi libri L’era postdocumentaria, Mimesis edizioni. 

“….la peculiarità (del film) risiede nello straordinario focus che riesce a restituire sulla detenzione al femminile, investigando fra le pieghe dei sentimenti più intimi – come per esempio sul rapporto a distanza con i figli …. una chiave importante per sensibilizzare lo spettatore relativamente all’imprescindibile contenuto di umanità che la detenzione deve sempre mantenere…Antonio Ianniello, Garante per i diritti delle Persone private della Libertà personale, Comune di Bologna

Commenti del pubblico

 E’ stupefacente. Inatteso e altamente poetico. Grazie. (L.G.)
  Ieri sera ho visto il film e riporto le mie sensazioni al volo:
mi è piaciuto, non è un film per tutti, restituisce un’immagine di carcere da quella che normalmente si ha, più aperta e più positiva. La gente può farcela se viene aiutata. Spero di poterci tornare domenica con un amico che sa più di me di cinema e teatro e poi vi comunico le seconde impressioni. Comunque un gran bel film: etico, didattico, sociale… (C.M)
Ieri sono stata a Bologna a vedere il film. Emozionante, toccante, profondo. Complimenti, è veramente diverso da tutto quello che avrei immaginato! Con tutto quello che si è visto del carcere questa è stata una visione completamente diversa…( D. ex detenuta del laboratorio cinema)
 –  Grazie Eugenio. Ti confermo, anche a nome di mia moglie e dell’amica Laura, che il tuo film ci è piaciuto molto. A presto. (P.L.G.)
  -Ci è piaciuto molto il film. Hai portato fuori dal carcere ciò che le donne hanno dentro al cuore. Tutte ci siamo riconosciute in loro! Non ci sono colpe… ma tanto generoso amore, preoccupazione e attenzione per il dolore dei figli. (P.G.)
 Complimenti l’abbiamo trovato veramente bello sia da un punto di vista cinematografico sia per contenuti ed efficacia del messaggio. (E.R. ed A. C.)
 – Aggiungo dopo la seconda visione del film, oggi pomeriggio:…le musiche sono belle e ben collocate non si cade nel giudizio delle persone nè nel pietismo, si distinguono le persone che potranno cambiare da quelle che non lo potranno fare es. le Pinki descritte all’inizio: i cattivi esistono e dobbiamo farci i conti. Ci sono persone che continuano ad aspettarsi cose dagli altri nonostante l’esperienza (es. la persona che aspetta in hotel) o temono di non farcela mai da sole. Perchè le immagini sulla spiaggia? L’acqua e il mare sono l’infinito della libertà dove non c’è orizzonte nè sbarre? O  l’acqua è lo strumento di purificazione per eccellenza? La lettera rende il senso della condivisione del dolore e delle scelte educative verso di sè e verso gli altri: insieme si può costruire una morale collettiva, riconosciuta, che permette al singolo di riappacificarsi con i propri cari e con la società l’argomento del sesso è molto difficile ma credo che non se ne possa fare a meno, anzi è giusto metterci l’accento ed è stato trattato in modo adeguato. Dopo averlo visto per la seconda volta mi è piaciuto di più e ho capito meglio il parallelo con l’edificio Auditorium (C.M.)